Sice costruzioni » Impianti videosorveglianza » Istituto di vigilanza

Istituto di vigilanza

Istituto di vigilanzaCon istituto di vigilanza privata ad oggi si identifica in Italia quell’ente privato che, servendosi di particolari soggetti, le guardie giurate opera nel campo della vigilanza privata.

Parlando della storia dell’istituto di vigilanza, veniamo a sapere che il primo ente nasce per opera di Giuseppe Lombardi, ex garibaldini, nel 1870 a Padova: egli con pochi uomini svolgeva un servizio di vigilanza urbana in supporto all’allora prefetto e poi capo della polizia Luigi Berti. Egli, ben consapevole delle nuove esigenze di lotta alla criminalità nate nell’era industriale per opera dell’urbanizzazione decise di condividere l’iniziativa della nascita del primo istituto di vigilanza. Questo ente ebbe tale successo da essere poi esteso alle città di Venezia, Milano, Genova e Torino dove operò fino al 2005 con il nome di “Cittadini dell’Ordine” prima di essere inglobato nel servizio di vigilanza “All System”.

Si trattò però di un processo di espansione non privo di difficoltà iniziali, dato che mancava una normativa in materia: la conseguenza immediata fu che Giuseppe Lombardi dovette comparire per ben due volte in tribunale con l’accusa di usurpazione di pubblici poteri e anche di accolita di uomini e armi senza il permesso delle autorità governative. Egli fu però sempre assolto e la sua iniziativa di creare l’istituto di vigilanza venne dapprima riconosciuta e poi regolamentata da specifiche disposizioni.

Successivamente furono in tanti a dare vita ad organizzazioni analoghe soprattutto dopo la prima guerra mondiale quando le istituzioni nazionali decisero di istituire istituti di vigilanza in ogni città italiana sotto al guida dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. L’obiettivo primario era impiegare la forza lavoro degli ex combattenti della prima guerra mondiale.

Ancora oggi l’istituto di vigilanza è quell’attività che persone e enti privati pongono in essere nel campo della sicurezza delle persone, dei beni o degli enti pubblici e privati. Questo servizio viene svolto da soggetti di diritto privato e ogni Stato lo disciplina in modo diverso.

La disciplina normativa dell’istituto di vigilanza

L’istituto di vigilanza che svolge il suo servizio oggi in Italia deve avere l’apposita licenza che viene data dalla prefettura di competenza e tra le disposizioni principali che ne regolamentano l’attività abbiamo:

  • Gli articoli 133 e 141 del Regio Decreto del 18 giugno 1931, n. 773 o testo unico delle leggi di pubblica sicurezza
  • La legge n.508 del 19 marzo 1936
  • La legge del 12 novembre 1936, n.2144 che disciplina dagli artt. 1-6 proprio gli istituti di vigilanza privata
  • Il regolamento per l’esecuzione del TULP, approvato il 6 maggio del 1940 e a cui ci si riferisce negli articoli dal 249 al 260
  • Il decreto del Ministro dell’Interno del 1 dicembre 2010, n.269.

A questi si aggiungono le norme contenute nel decreto del Ministero dell’Interno del 3 febbraio 1998 n.332 per cui chi utilizza furgoni per trasporto di valori deve attrezzarsi con un dispositivo di segnalazione luminoso con lampeggiante a luce arancione, ma anche di un allarme acustico che si differenzi per tonalità dai veicoli di emergenza comuni.

Successivamente con il D.M 269/2010 sono state apportate modifiche alle norme che regolamentano i requisiti minimi per la direzione degli istituti di vigilanza, mentre una circolare del 2007 detta direttive specifiche sull’utilizzo e le dotazioni dei mezzi dei servizi di vigilanza.

I servizi di vigilanza privata coadiuvano gli impianti

Dal 1865 la legge 2248 permette di dare l’incarico della custodia dei propri beni a guardie private a seguito della necessità di aumentare le risorse nel settore della sicurezza. Eppure un reale progresso nell’ambito della sicurezza privata si ottiene solo nel secondo dopoguerra quando il boom economico degli anni ’50 portò anche all’incremento di furti e rapine e alla percezione maggiore di minaccia da parte dei cittadini. Ecco quindi che, se fino a poco tempo fa ci si affidava solo alla polizia, oggi a causa della crescente criminalità si stanno sempre più diffondendo i servizi di vigilanza privata e in particolare le guardie giurate.

In questo contesto l'operatività delle guardi giurate è spesso coadiuvata dalla presenza nei luoghi soggetti a controlli degli impianti di Sicesrl.

Gli ambiti dei servizi di vigilanza

Vediamo quindi come i servizi di vigilanza privati sono la soluzione ideale nei seguenti casi: contesti di degrado e disagio sociale, situazioni di stress e rischio per la popolazione, ambienti quali stazioni, parcheggi sotterranei o metropolitane ma anche stadi e altri luoghi deputati all’intrattenimento e allo spettacolo, mezzi di trasporto. Non mancano poi le segnalazioni di persone in difficoltà (bambini e anziani soprattutto) ma anche quelle per ostacolare un reato. La guardia giurata può infatti segnalare alla forza dell’ordine situazioni di pericolo per agevolare la prevenzione sul territorio. L’obiettivo di tali iniziative è rendere le città più sicure e donare serenità ai cittadini anche a fronte della scarsità di personale che lavora nella polizia.